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Crosetto “Le navi italiane restano nel Mar Rosso per evitare un altro blocco”

di italpress Luglio 25, 2026

In Breve

Perché le navi italiane restano nel Mar Rosso?

Per evitare il blocco dello Stretto di Bab el Mandeb e proteggere i traffici marittimi vitali per l’economia italiana.

Qual è la minaccia principale nella zona?

Gli attacchi degli Houthi e il tentativo iraniano di creare caos nello Stretto di Bab el Mandeb.

Come si sta evolvendo il supporto italiano all'Ucraina?

L’Italia sta lavorando per fornire aiuti sofisticati e specifici, soprattutto sistemi di difesa aerea, nonostante le difficoltà di approvvigionamento.

Crosetto “Le navi italiane restano nel Mar Rosso per evitare un altro blocco”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran”. Per questo, afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista a Repubblica, le navi italiane continueranno a pattugliare lo stretto di Bab el Mandeb, nonostante gli attacchi degli Houthi.
“Aspides non è nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio per proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante della nostra economia. Siamo andati nel Mar Rosso quando la minaccia Houthi era rilevante, che poi, per mesi, si è fermata. Ora è in atto il tentativo iraniano di aggiungere, a Hormuz, anche lo stretto di Bab el Mandeb per scatenare il caos più grande possibile. A maggior ragione la nostra flotta e gli assetti alleati, che sono li per quello scopo, non possono andarsene, al momento”, spiega. “Dobbiamo evitare che si blocchi anche lo stretto di Bab el Mandeb: aumenterebbero esponenzialmente i problemi economici che affrontiamo. Il miglior modo per farlo è restare lì e continuare il dialogo con tutti i paesi del Golfo”, aggiunge il ministro. In Ucraina “per fare nuovi pacchetti bisogna avere nuove armi ed equipaggiamenti da mandare. All’inizio la richiesta ucraina era: mandateci qualsiasi cosa avete. Oggi è diverso. Le esigenze sono diventate molto più specifiche: parliamo di aiuti molto sofisticati, che riguardano la difesa aerea e altri sistemi avanzati e rari. La domanda è cento volte superiore all’offerta. Non è facile aiutarli, pur avendone la volontà. Nonostante ciò, io sto lavorando per adempiere al mandato ricevuto dal Parlamento e sto cercando di mettere insieme tutto quello che serve per aiutare l’Ucraina. Conto di finire presto questo lavoro. Anche perchè siamo in momento problematico: grande è la difficoltà di Putin e la preoccupazione è che possa alzare il livello dello scontro. E questo ci obbliga ad aiutare ancora di più l’Ucraina”, conclude Crosetto.
(ITALPRESS).

– Foto: Ipa Agency –

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