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Stellantis: Ritorno all’utile nel secondo trimestre grazie al Nord America

di admin Luglio 30, 2026
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In Breve

Qual è l'utile netto di Stellantis nel secondo trimestre 2026?
L'utile netto di Stellantis nel secondo trimestre 2026 è stato di 293 milioni di euro.
Quali sono i principali mercati di Stellantis?
I principali mercati di Stellantis sono il Nord America e l'Europa.
Qual è l'obiettivo di Stellantis per il piano FastLane 2030?
L'obiettivo è investire 60 miliardi di euro fino al 2030 e raggiungere risparmi operativi di 6 miliardi di euro all'anno entro il 2028.

Stellantis ha annunciato un ritorno all’utile nel secondo trimestre del 2026, registrando un utile netto di 293 milioni di euro e ricavi totali pari a 43,5 miliardi di euro. Questo risultato positivo è stato principalmente sostenuto dall’aumento dei volumi di vendita e dalla crescente domanda nel mercato nordamericano. Tuttavia, all’apertura delle contrattazioni, il titolo ha subito un calo di circa il 5%.

L’utile operativo rettificato, sebbene positivo, è risultato leggermente inferiore alle stime degli analisti. Questo è stato influenzato da elevati costi delle materie prime e dalla debolezza dei prezzi in Europa, dove la concorrenza con i produttori cinesi si sta intensificando. Il margine operativo ha mostrato segni di miglioramento, ma è rimasto negativo.

Nel complesso, Stellantis ha riportato un utile sia per il secondo trimestre che per il primo semestre dell’anno, con un incremento dei ricavi del 13% rispetto al trimestre precedente e del 10% rispetto al semestre.

Il CEO Antonio Filosa ha descritto questo periodo come caratterizzato da continui progressi, sostenuti dalla performance positiva del Nord America. Filosa ha anche confermato la fiducia nella guidance per il 2026 e nell’attuazione del piano strategico FastLane 2030.

Il gruppo prevede di investire 60 miliardi di euro fino al 2030, focalizzandosi su nuovi modelli, in particolare per i marchi Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. L’obiettivo è raggiungere risparmi operativi di 6 miliardi di euro all’anno entro il 2028.

Stellantis ha confermato anche le partnership con Zhejiang Leapmotor Technology e Dongfeng Motor, destinate a ottimizzare le capacità produttive in Europa. Inoltre, la società ha accettato di cedere l’attività di car-sharing Free2move a un fondo di private equity tedesco.

In Europa, le consegne sono aumentate del 5% grazie alla domanda di auto piccole, mentre la regione Europa Allargata ha registrato una crescita del 3% (7% includendo Leapmotor). La quota di mercato nell’UE30 si attesta al 16% (16,8% includendo Leapmotor), mostrando un lieve calo rispetto all’anno precedente.

Nel mercato nordamericano, le vendite sono cresciute del 6% rispetto al secondo trimestre del 2025, con un incremento del 6% negli Stati Uniti, un calo dell’1% in Canada e un aumento del 17% in Messico (19% includendo Leapmotor). Stellantis ha sovraperformato il mercato statunitense, che ha registrato una flessione dello 0,3%.

Al contrario, le vendite in Sud America sono diminuite del 2% e del 29% nella regione Asia-Pacifico. La regione Medio Oriente e Africa ha visto una riduzione delle vendite del 6%, ma un incremento della quota di mercato di 20 punti base, a fronte di una contrazione regionale di circa l’8%.

Per il 2026, Stellantis ha confermato una guidance che prevede un aumento del fatturato netto a una cifra media, un margine Aoi a una cifra bassa e un miglioramento del free cash flow industriale rispetto all’anno precedente. Questo include 2 miliardi di euro di pagamenti collegati a oneri contabilizzati nel secondo semestre del 2025, con l’aspettativa di un free cash flow industriale positivo nel 2027.

Con il piano FastLane 2030, Stellantis prevede un impatto netto dei dazi compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro. Nel primo semestre del 2026, i costi netti legati ai dazi sono stati pari a 0,3 miliardi di euro, inclusi 0,4 miliardi di euro di rimborsi tariffari ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act.

Nel primo semestre sono stati inclusi circa 2 miliardi di euro di esborsi di cassa relativi agli oneri contabilizzati nel secondo semestre del 2025, di cui 0,9 miliardi di euro già corrisposti nel primo semestre del 2026. Gli investimenti in conto capitale e le spese di ricerca e sviluppo per l’esercizio sono stimati tra il 6,5% e il 7% dei ricavi netti.

Le performance del secondo semestre sono attese con una maggiore concentrazione nel quarto trimestre, in seguito alla pausa produttiva estiva e al previsto miglioramento delle performance operative.

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