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Mafia e appalti pubblici, blitz a Messina con 12 misure cautelari

di italpress Agosto 6, 2026

In Breve

Quante persone sono state colpite dalle misure cautelari a Messina?

12 persone, di cui 6 agli arresti domiciliari e 6 con divieto di contrarre con la Pubblica Amministrazione.

Quali opere pubbliche erano coinvolte nell'indagine?

Interventi su impianti di illuminazione e cavalcavia delle autostrade A18 e A20, sistemazione idraulica di torrenti e efficientamento energetico del Centro Direzionale di Reggio Calabria.

Quali irregolarità sono state riscontrate nei cantieri autostradali?

Installazione di impianti d’illuminazione non conformi, uso di impermeabilizzanti scadenti e impiego di manodopera irregolare.

Mafia e appalti pubblici, blitz a Messina con 12 misure cautelari

MESSINA (ITALPRESS) – Maxi operazione della Direzione Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 12 persone, di cui 6 agli arresti domiciliari e 6 colpite dal divieto temporaneo di contrarre con la Pubblica Amministrazione. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, subappalto illecito, intestazione fittizia di imprese, frode in pubbliche forniture e riciclaggio. L’indagine ha svelato l’esistenza di un’organizzazione aziendale “ombra” gestita di fatto da un imprenditore 61enne messinese, già condannato in via definitiva per concorso esterno nella famiglia mafiosa dei “barcellonesi”. Attraverso la compiacenza di imprese aggiudicatarie, il gruppo criminale assumeva il totale controllo esecutivo di rilevanti opere pubbliche appaltate da vari enti,
Tra le commesse figurano interventi di manutenzione sugli impianti di illuminazione e cavalcavia delle autostrade A18 e A20, la sistemazione idraulica di torrenti e l’efficientamento energetico del Centro Direzionale di Reggio Calabria. Nei cantieri autostradali sono emerse anche gravi irregolarità e frodi pericolose per la sicurezza pubblica, come l’installazione di impianti d’illuminazione non conformi nelle gallerie, l’uso di impermeabilizzanti scadenti sui cavalcavia e l’impiego di manodopera irregolare. Per drenare e ripulire le risorse pubbliche, il sodalizio utilizzava un sistema di autoriciclaggio basato su false fatturazioni per forniture di carburante inesistenti con un gestore di un distributore compiacente, per un valore accertato di circa 377 mila euro.

– Foto: Da Video Carabinieri –

(ITALPRESS).

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