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Il Futuro dell’Industria Italiana: Anie Avverte sul Rischio di un Vuoto Post-Pnrr

di admin Settembre 22, 2026
Industria italiana e Pnrr

In Breve

Qual è il rischio principale evidenziato da Anie riguardo al Pnrr?
Anie avverte che la conclusione del Pnrr potrebbe portare a un vuoto di domanda e risorse nel settore industriale.
Come si è comportato il fatturato dei settori Anie nel 2026?
Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori Anie è aumentato del 9% nominale.
Qual è la percentuale di imprese Anie che ha partecipato a progetti legati al Pnrr?
L'80% delle imprese Anie ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr.

Durante l’assemblea pubblica 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un allarme significativo riguardo al futuro dell’industria italiana. Il presidente di Anie, Vincenzo de Martino, ha sottolineato che la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) potrebbe generare un periodo di stagnazione, privo delle risorse e della domanda che hanno sostenuto gli investimenti e la crescita del settore. “Il ‘dopo’ non può essere un ritorno al prima”, ha affermato de Martino, evidenziando l’urgenza di garantire continuità negli investimenti per non disperdere i risultati positivi ottenuti fino ad ora.

All’assemblea, aperta dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e esperti del settore. Anie rappresenta oltre 1.100 imprese, impiegando circa 490.000 addetti e generando un fatturato di 118 miliardi di euro. I dati presentati mostrano che il settore è in una posizione migliore rispetto alla media manifatturiera italiana. Nel 2025, la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, mentre i settori Elettrotecnica ed Elettronica hanno visto un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia. Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie è aumentato del 9% nominale, a fronte di un incremento del 3% per l’intera manifattura.

I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie – energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti – hanno un valore complessivo di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi. Questi settori sono stati al centro degli interventi del Pnrr, rappresentando il 22% dei progetti, ma ricevendo il 63% dei finanziamenti. Durante il periodo del Piano, il loro valore aggiunto è cresciuto mediamente del 10% all’anno, a fronte di un incremento del 2,9% per il resto dell’economia.

Un’indagine condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, che rappresentano il 35% del fatturato del settore, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% delle imprese, tali progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, mentre per il 32% il contributo è stato superiore al 20%. Tuttavia, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Piano senza ulteriori politiche di sostegno.

Tra i risultati misurabili emersi dall’assemblea, si segnala un incremento del 32% nella diffusione della fibra, un risparmio del 66% nell’energia primaria e un aumento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono gap significativi, come quello delle competenze digitali: attualmente, solo il 54% degli adulti italiani possiede competenze digitali, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

De Martino ha concluso sottolineando che la risposta a queste sfide deve passare attraverso un’integrazione tra tecnologia, programmazione, semplificazione e rafforzamento del capitale umano. “Occorre dare prospettiva agli investimenti e creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie. La tecnologia deve diventare una leva fondamentale della nostra competitività”.

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