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Disuguaglianze nelle Performance Sanitarie Regionali: Un’Analisi Economico-Finanziaria

di admin Luglio 2, 2026
Performance sanitarie in Italia

In Breve

Qual è la regione più performante in Italia?
Il Veneto è la regione più performante, con il 64% del valore massimo teorico.
Quali sono le regioni con le performance più basse?
La Calabria, la Sicilia e il Molise registrano i valori più bassi, rispettivamente del 36%, 35% e 31%.
Qual è l'area con il maggiore miglioramento percepito dai cittadini?
L'accesso ai farmaci è l'area con la maggiore quota di cittadini che hanno percepito un miglioramento, pari al 30%.

Negli ultimi anni, l’attenzione verso la dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali in Italia è aumentata significativamente. Questo aspetto, che contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva, si colloca al terzo posto dopo gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%), segnando un incremento di 1,6 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente.

L’indice medio nazionale di performance è cresciuto dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025. Tuttavia, le disuguaglianze territoriali rimangono marcate. Il Veneto emerge come la regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (62%) e dalla Toscana (61%). In contrasto, la Calabria registra il valore più basso, fermandosi al 36%.

Le regioni che mostrano i migliori risultati economico-finanziari tendono a gestire le risorse in modo più efficiente, con una spesa sanitaria pubblica pro capite che si avvicina ai livelli medi europei. Inoltre, la spesa sanitaria totale pro capite standardizzata indica un buon equilibrio tra costi e qualità dei servizi offerti. Al contrario, le regioni del Sud come Calabria (36%), Sicilia (35%) e Molise (31%) continuano a mantenere i livelli più bassi, sebbene alcune aree stiano registrando miglioramenti. Ad esempio, la Calabria ha evidenziato un incremento di 0,065 punti percentuali nel periodo 2019-2025.

È interessante notare che è stata introdotta una nuova valutazione che considera la percezione di miglioramento oltre alla soddisfazione attuale dei cittadini. Chi percepisce progressi nei servizi tende a dichiararsi più soddisfatto, indipendentemente dal livello di performance. Tuttavia, solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti nel medio periodo, con variazioni regionali che vanno dall’8,6% del Trentino-Alto Adige al 25,9% di Abruzzo e Molise.

In particolare, l’accesso ai farmaci è l’area in cui si registra la maggiore quota di cittadini che hanno percepito un miglioramento, con un 30% a livello nazionale. Al contrario, l’assistenza territoriale e la presa in carico della non autosufficienza rimangono ambiti critici, con quote di miglioramento percepito inferiori al 20%.

Gli stakeholder del sistema sanitario attribuiscono pesi diversi alla dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance. Il management aziendale le assegna un peso del 20,2%, mentre le istituzioni e le professioni sanitarie le attribuiscono rispettivamente il 12,2%. Gli utenti, invece, le conferiscono un peso del 6,5%.

In conclusione, nonostante il rafforzato ruolo della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance, permangono significative disuguaglianze territoriali e una percezione limitata dei progressi. Le criticità sono particolarmente evidenti nei servizi territoriali e nella long-term care, richiedendo un impegno continuo per migliorare l’efficienza, la qualità dei servizi e ridurre le differenze regionali.

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