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Oltre 52.000 firme per la campagna “5 euro contro il fumo”: un passo verso una legge per la salute pubblica

di admin Luglio 2, 2026
Campagna contro il fumo

In Breve

Quante firme sono state raccolte per la campagna "5 euro contro il fumo"?
Oltre 52.000 firme sono state raccolte in quattro mesi.
Qual è l'obiettivo della campagna?
L'obiettivo è aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo.
Qual è l'impatto del fumo in Italia?
Circa 93.000 decessi annui sono attribuibili al tabagismo in Italia.

La campagna “5 euro contro il fumo” ha fatto un importante passo avanti, presentando al Senato oltre 52.000 firme raccolte in soli quattro mesi. Questa iniziativa, avviata il 20 gennaio 2026 e promossa da diverse fondazioni, tra cui Aiom, Fondazione Airc e Fondazione Umberto Veronesi Ets, ha superato di quasi 3.000 firme il numero minimo richiesto dalla Costituzione per una legge d’iniziativa popolare.

Il fulcro di questa proposta è l’aumento di 5 euro del costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. I promotori della campagna chiedono che il provvedimento venga calendarizzato e discusso in Aula, sottolineando l’importanza di affrontare il problema del fumo in Italia, dove oltre 10 milioni di persone fumano regolarmente.

Statistiche allarmanti accompagnano questa iniziativa: più del 10% degli under 19 è tabagista, e tra questi, uno su dieci consuma già più di mezzo pacchetto al giorno. Ogni anno, circa 93.000 decessi in Italia sono attribuibili al tabagismo, con un impatto economico stimato superiore a 23 miliardi di euro l’anno, considerando costi diretti, perdita di produttività e danni ambientali.

Attualmente, il prezzo medio delle sigarette in Italia è di circa 6 euro, un livello considerato basso rispetto ad altri Paesi europei. Le accise, che incidono per circa il 60% del prezzo, non sono sufficienti a dissuadere i fumatori, secondo i promotori e i ricercatori coinvolti nella campagna. Questi richiamano le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Banca Mondiale, che indicano l’aumento dei prezzi come uno strumento efficace per ridurre il consumo di tabacco.

Le esperienze di Paesi come Francia e Irlanda sono citate come esempi positivi, e i promotori della campagna sottolineano la necessità di estendere l’aumento dei prezzi anche a sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, prodotti ritenuti non efficaci nel favorire una cessazione stabile del fumo.

Inoltre, viene richiamata la stima globale dell’OMS, che attribuisce oltre 8 milioni di morti all’anno al tabagismo, evidenziando la diffusione dell’iniziazione giovanile, con il 70% dei fumatori che inizia prima dei 18 anni. I promotori stimano che, se approvata, la proposta potrebbe ridurre del 37% il numero di fumatori in Italia.

Infine, si richiede che il gettito derivante dall’accisa sul tabacco sia vincolato al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, sottolineando l’importanza di investire nella salute pubblica. Le dichiarazioni pubbliche dei promotori mettono in evidenza la forte correlazione tra fumo e tumori, con il tumore del polmone che rappresenta l’85-90% dei casi registrati in Italia. Il tabagismo è anche riconosciuto come il principale fattore di rischio per malattie respiratorie, cardiovascolari e metaboliche.

Con queste premesse, i promotori sollecitano una rapida calendarizzazione e discussione del disegno di legge in Senato, affinché si possa finalmente affrontare con decisione il problema del fumo in Italia.

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