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Il Pontefice lancia un appello alla Fraternità San Pio X in vista delle ordinazioni episcopali

di admin Luglio 2, 2026
Immagine rappresentativa della Fraternità San Pio X

In Breve

Cosa ha chiesto il Pontefice alla Fraternità San Pio X?
Il Pontefice ha chiesto alla Fraternità di rinunciare alle ordinazioni episcopali per evitare uno scisma.
Qual è la storia della Fraternità San Pio X?
Fondata nel 1970 da monsignor Lefebvre, la Fraternità ha avuto un rapporto conflittuale con la Santa Sede.
Chi sono i vescovi che dovrebbero essere ordinati?
I vescovi sono don Pascal Schreiber, don Michael Goldade, don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier.

Il Pontefice ha recentemente lanciato un appello ai membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X, invitandoli a rinunciare alle ordinazioni episcopali programmate per il 1° luglio a Ecône, in Svizzera. Il Papa ha avvertito che un atto scismatico priverebbe i fedeli della possibilità di ricevere i sacramenti in modo lecito e, in alcuni casi, anche valido.

La Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre, conta attualmente circa 720 sacerdoti, circa 700 chiese e quasi mezzo milione di fedeli nel mondo. La sua creazione è stata motivata dalla necessità di fornire una formazione sacerdotale tradizionale e di preservare la liturgia secondo il Messale del 1962, in risposta alle trasformazioni introdotte dal Concilio Vaticano II. Inizialmente, la Fraternità ricevette un riconoscimento canonico come pia unio dal vescovo di Friburgo, François Charrière.

Tuttavia, negli anni Settanta, il rapporto con la Santa Sede si deteriorò rapidamente. Nel 1975, il riconoscimento canonico fu revocato e l’istituzione fu soppressa; nel 1976, Lefebvre ordinò sacerdoti nonostante il divieto, venendo sospeso a divinis.

Nel 1988, Lefebvre compì un gesto controverso consacrando quattro vescovi, un atto che Papa San Giovanni Paolo II definì scismatico, sanzionato con la scomunica automatica prevista dal diritto canonico. Dopo la morte di Lefebvre nel 1991, la Fraternità ha continuato le sue attività, nonostante le tensioni con la Chiesa.

Negli anni successivi, ci sono stati segnali di apertura da parte della Santa Sede. Nel 2007, il motu proprio Summorum Pontificum ha liberalizzato l’uso della messa tradizionale latina, e nel 2009 sono state revocate le scomuniche contro i quattro vescovi lefebvriani. Durante il pontificato successivo, sono state concesse facoltà ai sacerdoti della Fraternità per amministrare le confessioni durante il Giubileo straordinario della Misericordia, prorogate in seguito, e sono state stabilite modalità per il riconoscimento di alcuni matrimoni celebrati da sacerdoti della Fraternità.

Con l’annuncio delle nuove consacrazioni, il dialogo tra la Fraternità e la Santa Sede è ripreso. Il Pontefice, parlando a Castel Gandolfo, ha dichiarato che “per la Chiesa la divisione è un punto doloroso” e ha sottolineato che se la Fraternità non accetta alcuni elementi fondamentali della Chiesa, “noi dobbiamo andare avanti”.

In risposta, il Superiore Generale della San Pio X, don Davide Pagliarani, ha ringraziato il Papa per la sua “sollecitudine paterna”, senza però annunciare un passo indietro. Ha espresso il desiderio di incontrare il Pontefice per manifestare la volontà di servire la Chiesa, affermando che “non è troppo tardi” per considerare questa intenzione.

I presunti vescovi che dovrebbero essere ordinati includono don Pascal Schreiber (svizzero), don Michael Goldade (statunitense), don Michel Poinsinet de Sivry (francese) e don Marc Hanappier (francese). La Fraternità San Pio X è presente in cinque continenti e dispone anche di un ramo di Fratelli Religiosi e di Suore Oblate che assistono i sacerdoti nelle varie comunità.

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