In Breve
- Cosa prevede il nuovo accordo per i medici di medicina generale?
- Il nuovo accordo stabilisce la presenza dei medici nelle Case della Comunità con un compenso omnicomprensivo di 38,72 € l'ora.
- Quali sigle hanno firmato l'accordo?
- Hanno firmato SISAC, FIMMG e FMT, mentre SMI e SNAMI non hanno sottoscritto il documento.
- Quando è previsto il rinnovo dell'ACN?
- Il rinnovo dell'ACN è previsto entro il 30 settembre 2026.
Il 23 giugno 2026 segna una data importante per la sanità italiana con la sottoscrizione, presso la SISAC, di un’Ipotesi di accordo collettivo nazionale. Questo accordo integra l’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) e stabilisce le modalità di presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità.
Il percorso negoziale è stato caratterizzato da una rapidità inusuale. Infatti, già il 15 gennaio era stato firmato un ACN integrativo, seguito dall’approvazione dell’Atto di indirizzo da parte del Comitato di settore Regioni‑Sanità il 16 giugno. Il tavolo negoziale è stato convocato il 22 giugno e, il giorno successivo, la Conferenza Stato‑Regioni ha espresso parere favorevole sul testo della Preintesa.
Tuttavia, la procedura ha suscitato preoccupazioni: è stata considerata atipica poiché sono mancati il parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e l’assenso formale del Governo. Inoltre, il deposito da parte della Corte dei Conti, avvenuto il 23 giugno, riguarda una deliberazione di controllo sottoscritta nel novembre 2025 e non fornisce una certificazione immediata sulla compatibilità dei costi dell’Accordo integrativo.
La Preintesa è sostenuta da un’intesa politica con il ministro della Salute e il presidente della Conferenza delle Regioni. Essa prevede la predisposizione dell’Atto di indirizzo per il rinnovo dell’ACN per il triennio 2025‑2027 entro il 30 settembre 2026, con l’intenzione di recepire l’Ipotesi del 23 giugno.
Il testo dell’Accordo, composto da quattro articoli, è stato firmato da SISAC, FIMMG e FMT. È importante notare che SMI e SNAMI non hanno sottoscritto il documento. Le sigle firmatarie rappresentano oltre il 70% del tavolo negoziale, con FIMMG e FMT che pesano rispettivamente il 64,91% e il 5,57%, mentre le altre due forze trattative rappresentano il 18,34% e il 9,05%.
Tra le principali disposizioni operative si evidenzia la modifica dell’ACN del 15 gennaio 2026, che regola la presenza dei medici nelle Case della Comunità. Viene inoltre rimosso il concetto di hub e spoke, introducendo un compenso omnicomprensivo di 38,72 € l’ora, stabilito a livello nazionale e non negoziabile a livello territoriale. Le Regioni possono solo prevedere integrazioni economiche per funzioni specifiche.
In precedenza, il compenso era fissato a 13,62 € l’ora. Per fare un confronto, un’ora di prestazioni aggiuntive di infermieri e tecnici sanitari dipendenti è valorizzata a 50 €.
Per i medici a ciclo di scelta che non abbiano accettato il completamento dell’impegno settimanale, sono previste fino a 6 ore settimanali, dal lunedì al venerdì, tra le 8 e le 20. Tuttavia, questa presenza non è più su base volontaria e non può essere determinata unilateralmente dall’Azienda di appartenenza.
Infine, restano aperte osservazioni sulla coerenza di questo impianto con il principio della libera scelta del medico di fiducia, previsto dalla legge 833/1978, e con l’esperienza pregressa delle aggregazioni funzionali territoriali, che avevano già sollevato questioni simili.
