Ambiente, Energia

Emergenza plastica in Italia: Rischi per la raccolta e il riciclo

di admin Settembre 17, 2026
Emergenza plastica e riciclo in Italia

In Breve

Qual è la causa principale dell'emergenza plastica in Italia?
La carenza di sbocchi per il materiale riciclato e la concorrenza delle materie prime vergini a basso costo.
Quali regioni italiane sono maggiormente colpite?
Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna.
Cosa ha deciso il Tribunale di Milano riguardo a Corepla?
Ha disposto l'amministrazione giudiziaria per un anno a causa di controlli inadeguati sulla filiera.

Negli ultimi mesi, l’Italia si trova ad affrontare un’emergenza plastica che sta mettendo a dura prova la filiera del riciclo e il servizio di raccolta dei rifiuti urbani. Secondo Unindustria, l’associazione delle imprese del Lazio, la principale causa di questa crisi è la carenza di sbocchi per il materiale riciclato. Questo è ulteriormente aggravato dalla concorrenza delle materie prime vergini a basso costo, importate dall’estero, che ha portato a una riduzione delle capacità di stoccaggio degli impianti di riciclo.

La situazione è resa ancora più complessa da problemi già esistenti in altri flussi della raccolta differenziata, dove mancano soluzioni impiantistiche adeguate. Ciò ha causato accumuli di rifiuti, rallentamenti nella raccolta e un incremento dei costi legati all’invio del materiale fuori regione, con un impatto ambientale significativo dovuto ai trasporti.

Recenti dati riportati al tavolo delle plastiche del 28 luglio evidenziano una perdita di capacità di trattamento di circa 12.000 tonnellate al mese nell’ultimo anno. Il censimento Ispra 2024 ha registrato 384 impianti operanti in un comparto che gestisce circa 953.198 tonnellate di plastica. Le regioni più colpite da questa emergenza includono Campania, Lazio, Puglia, Marche, Emilia-Romagna e Sardegna, con segnalazioni anche da Piemonte e Veneto.

I fermi impianto sono dovuti a una combinazione di fattori, tra cui incendi che hanno interessato diversi impianti di riciclo e stoccaggio durante l’estate, mancanza di sbocchi di mercato e ritardi autorizzativi. Per affrontare questa crisi, il ministero dell’Ambiente ha proposto interventi regionali volti ad aumentare e razionalizzare gli stoccaggi, insieme a misure temporanee da parte di consorzi e imprese per mitigare il blocco della raccolta.

Un ulteriore sviluppo significativo è avvenuto il 16 settembre, quando il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria per un anno del consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, Corepla. Questo provvedimento è stato emesso nell’ambito di un procedimento relativo all’agevolazione colposa a favore di una società consorziata. Il tribunale ha riscontrato che Corepla non avrebbe effettuato controlli adeguati sulla filiera, omettendo iniziative tempestive per prevenire una gestione illecita dei rifiuti.

In risposta a queste accuse, Corepla ha ribadito la propria estraneità a qualsiasi illecito, sottolineando la correttezza del proprio operato e la massima collaborazione con le autorità. L’organizzazione ha garantito la prosecuzione regolare delle attività, confermando il proprio impegno a servire la filiera dell’economia circolare e la collettività con trasparenza ed efficienza.

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