Energia, Imprese

Halaesa: un nuovo capitolo per la produzione di avocado in Sicilia

di admin Agosto 5, 2026
Impianto di avocado di Halaesa in Sicilia

In Breve

Qual è l'obiettivo di Halaesa in Sicilia?
Espandere la produzione di avocado su una base fondiaria di 300 ettari.
Quali pratiche agricole utilizza Halaesa?
Halaesa applica pratiche di agricoltura biologica e rigenerativa.
Quanto è stato il primo raccolto di avocado?
Il primo raccolto è stato di circa 200 quintali.

Halaesa, un’azienda siciliana innovativa, ha recentemente ampliato la propria base fondiaria a circa 300 ettari, grazie all’acquisizione di ulteriori 210 ettari. Questo sviluppo rappresenta un consolidamento del progetto di produzione organizzata di avocado, avviato con successo attraverso un’attenta sperimentazione.

Fondata nel marzo 2022 e trasformata in società benefit nel giugno 2024, Halaesa è il frutto dell’iniziativa di un gruppo di esperti in agricoltura, sostenibilità e finanza, alcuni dei quali vantano oltre dieci anni di esperienza nella coltivazione di frutti tropicali in Sicilia. I primi investimenti, sostenuti da un aumento di capitale e da finanziamenti bancari, hanno permesso l’acquisizione e l’impianto dei primi terreni a Tusa e Noto.

Attualmente, circa 100 ettari sono già in produzione, suddivisi quasi equamente tra le due località. I 210 ettari recentemente acquisiti saranno piantumati progressivamente entro la fine del 2027. Il modello produttivo di Halaesa si distingue per l’uso di tecnologie avanzate, tra cui la selezione dei suoli, l’irrigazione di precisione e il monitoraggio digitale, garantendo una gestione manageriale efficace.

La produzione di Halaesa è certificata biologica e si basa su pratiche di agricoltura rigenerativa, come l’inerbimento permanente e la minima lavorazione del terreno, con l’obiettivo di ridurre l’uso di input chimici. Il primo raccolto, che ha raggiunto circa 200 quintali, è stato commercializzato sui mercati italiano ed europeo tramite distributori che riforniscono la grande distribuzione. Inoltre, l’azienda sta progettando di lanciare un marchio proprio per il 2027-2028.

A regime, Halaesa prevede una resa di 130-140 quintali per ettaro al settimo anno, con un ingresso progressivo in piena produzione dei 300 ettari a partire dal 2029. Il piano industriale mira a raggiungere 500 ettari entro il 2032, con ricavi stimati tra 23 e 25 milioni di euro nel biennio 2033-2034.

Per quanto riguarda le risorse idriche, l’azienda utilizza un sistema di irrigazione a goccia alimentato da bacini di accumulo e pozzi di proprietà, regolato da centraline che monitorano l’umidità del suolo. Nel 2025, il consumo d’acqua è stato di 806 m³ per ettaro. A Tusa è attivo un impianto fotovoltaico da 50 kWp, e il 96% dell’elettricità utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Il piano per il 2026-2027 prevede l’installazione di tre nuovi impianti per una potenza complessiva di 180 kWp, accompagnati da un sistema di monitoraggio dei consumi idrici più preciso.

Attualmente, Halaesa impiega 27 addetti diretti, di cui 25 operai e due agronomi, senza ricorrere a lavoratori stagionali. Con l’espansione, sono previste ulteriori 25 assunzioni tra gli operai e l’ingresso di tre figure manageriali, portando l’organico diretto a 55 persone e generando ricadute positive sull’indotto locale.

Nel 2025, Halaesa ha acquistato beni e servizi per 1,37 milioni di euro da fornitori siciliani, rappresentando il 62% degli approvvigionamenti, con il 59% dei fornitori provenienti dalla regione. Per sostenere il proprio sviluppo, l’azienda ha raccolto 9 milioni di euro tramite aumenti di capitale da investitori del Nord Italia, del settore farmaceutico e del private equity. Ha inoltre ottenuto circa 3 milioni di euro a fondo perduto grazie al quinto bando “Contratti di filiera” del ministero dell’Agricoltura e un finanziamento ipotecario di 20 milioni da UniCredit, Crédit Agricole Italia, Mediocredito Centrale e BdM Banca, che ha anche consentito di consolidare 4 milioni di euro di debiti precedenti.

Tra il 2028 e il 2029, è prevista la realizzazione di un impianto per la selezione del prodotto e una collaborazione con l’Università di Palermo per il recupero degli avocado di seconda e terza scelta e degli scarti nel settore nutraceutico.

Francesco Mastrandrea, amministratore delegato di Halaesa, ha commentato che questa operazione rappresenta un segnale positivo per l’evoluzione del settore agricolo italiano, sottolineando come una governance solida e una chiara strategia di sviluppo possano facilitare l’accesso a strumenti finanziari avanzati. Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit, ha evidenziato il ruolo della banca nel fornire competenze specialistiche e soluzioni finanziarie per progetti che uniscono innovazione, sostenibilità e crescita economica per il territorio.

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