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Libano, Unifil “Ucciso un soldato della missione, altri due feriti”

di italpress Giugno 4, 2026

In Breve

Cosa è successo al soldato della missione Unifil in Libano?

Un soldato è stato ucciso a causa di ferite riportate in un attacco con colpi di mortaio vicino a Marjayoun.

Qual è la situazione degli altri soldati coinvolti nell'attacco?

Altri due soldati sono rimasti feriti e sono ricoverati presso una struttura medica della base Unifil.

Quali azioni sono state intraprese dopo l'attacco?

Unifil ha avviato un’indagine per accertare le cause dell’incidente e ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e la sicurezza dei caschi blu.

Libano, Unifil “Ucciso un soldato della missione, altri due feriti”

ROMA (ITALPRESS) – Un soldato della missione di pace Unifil è deceduto questa mattina a causa delle gravi ferite riportate in seguito all’impatto di colpi di mortaio contro la sua postazione vicino a Marjayoun, nel sud-est del Libano. Lo riferisce una nota stampa di Unifil, aggiungendo che altri due soldati della missione, anch’essi feriti, sono attualmente ricoverati presso una struttura medica della base Unifil. Poco dopo l’incidente, avvenuto nella tarda serata di ieri, il soldato gravemente ferito è stato trasportato in aereo in un ospedale di Beirut, dove è deceduto a causa delle ferite riportate. “Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia, agli amici e ai colleghi del soldato che ha perso la vita al servizio della pace. Il nostro pensiero va anche alla pronta e completa guarigione dei soldati feriti”, prosegue la nota. Unifil ha avviato un’indagine per accertare le circostanze esatte che hanno portato a questo tragico incidente. Unifil ha rilevato un numero sempre maggiore di traiettorie e impatti di proiettili nel sud del Libano e ribadisce che “la violenza deve cessare”. “Ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori affinchè rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, astenendosi da azioni che possano mettere in pericolo i caschi blu. Chiediamo inoltre alle autorità nazionali competenti di indagare sull’incidente, assicurare i responsabili alla giustizia e garantire la loro incriminazione.
Gli attacchi deliberati contro i caschi blu costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e possono configurarsi come crimini di guerra”. La Farnesina nel frattempo ha informato che l’incidente è avvenuto nel settore est, dove non ci sono italiani.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

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