In Breve
- Qual è stato il tema principale della cena tra Meloni, Trump ed Erdoğan?
- Il tema principale è stato il nodo delle spese e degli impegni militari della Nato.
- Come sono stati descritti i rapporti tra i leader durante la cena?
- I rapporti sono stati descritti come 'cordiali' dalla premier Meloni.
- Qual è l'obiettivo della spesa per la difesa italiana entro il 2035?
- L'obiettivo è portare la spesa per la difesa al 5% del Pil entro il 2035.
La premier italiana Giorgia Meloni ha partecipato a una cena di lavoro ad Ankara, ospitata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, alla quale hanno preso parte anche il presidente americano Donald Trump e altri leader della Nato. Questo incontro si è rivelato cruciale per discutere questioni legate alle spese militari e agli impegni dell’Alleanza Atlantica.
Tra i partecipanti alla cena, oltre a Meloni e Trump, erano presenti il segretario generale della Nato Mark Rutte, il cancelliere tedesco Friedrich Merz con la consorte Charlotte, il presidente francese Emmanuel Macron con la moglie Brigitte e il primo ministro britannico dimissionario Keir Starmer. Il menù, ispirato alla tradizione culinaria turca, ha incluso ravioli e baklava, e l’atmosfera è stata definita cordiale. Al termine della cena, Meloni ha dichiarato ai giornalisti che i rapporti tra i leader erano “cordiali”.
Durante la cena, i leader hanno affrontato dossier importanti riguardanti le spese e gli impegni militari della Nato. Nel pomeriggio, durante un incontro bilaterale con Erdoğan, Trump ha espresso le sue preoccupazioni riguardo agli alleati, menzionando anche il possibile ritiro delle truppe americane dall’Europa e la necessità di “controllare” la Groenlandia. Trump ha alternato critiche e commenti più concilianti nei confronti di Meloni, definendola “una brava persona” ma lamentando il suo approccio nei confronti dell’Iran e la sua riluttanza a coinvolgersi nella questione dello Stretto di Hormuz.
Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Italia sembrano derivare dalla mancata concessione dell’utilizzo di basi Nato, in particolare quella di Sigonella, per eventuali operazioni contro l’Iran. Inoltre, l’Italia ha scelto di non partecipare al programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List) per l’acquisto di armi americane destinate a Kiev, suscitando ulteriori malumori.
Nonostante queste tensioni, segnali provenienti dal Dipartimento di Stato e dal Pentagono indicano un’intenzione di continuare la collaborazione su vari dossier. A margine del vertice, il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un breve incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio, prima della cena prevista per i ministri degli Esteri dell’Alleanza, che si è svolta in contemporanea con quella dei capi di Stato e di governo.
La giornata è iniziata con l’accoglienza di Erdoğan e di Mark Rutte, seguita dalla foto di gruppo e dalla riunione plenaria a 32, fissata dalle 11:15 alle 14:00. L’Italia si presenta a questo summit con una spesa per la difesa che è salita al 2,8% del Pil, rispetto all’1,6% del 2024. Questo aumento è concentrato soprattutto sulla componente sicurezza, con 15 miliardi di euro (lo 0,71%) e una spesa “core” in armamenti al 2,1%. L’obiettivo dichiarato del governo italiano è quello di mantenere gli impegni sulle spese per la difesa e di portarle al 5% entro il 2035.
