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Salario giusto, Confintesa “Serve un controllo pubblico prima di erogare i bonus”

di italpress Luglio 8, 2026

In Breve

Cosa prevede il salario giusto secondo il decreto-legge 62/2026?

Il salario giusto impone di pagare non meno di quanto previsto dai contratti collettivi delle organizzazioni più rappresentative.

Chi verifica attualmente il rispetto del salario giusto per le aziende che ricevono bonus?

Attualmente l’azienda si autocertifica online senza un controllo preventivo da parte di un ente pubblico.

Qual è la proposta di Confintesa per migliorare il controllo sul salario giusto?

Confintesa propone un bollino pubblico rilasciato da un soggetto indipendente che certifichi il rispetto dei minimi contrattuali prima dell’erogazione dei bonus.

Salario giusto, Confintesa “Serve un controllo pubblico prima di erogare i bonus”

ROMA (ITALPRESS) – Lo Stato mette sul piatto fino a 12mila euro per ogni giovane under 35 stabilizzato. In cambio chiede alle imprese di garantire un “salario giusto”. Ma chi verifica che lo facciano davvero? Prima nessuno mentre adesso, secondo la circolare INPS n. 72 del 3 luglio, a certificarlo è l’azienda stessa, con una semplice autodichiarazione online. Il controllo pubblico, se arriva, arriva dopo – quando il beneficio è già stato concesso. Lo sottolinea Confintesa in una nota, evidenziando che “il ‘salario giustò, introdotto dal decreto-legge 62/2026 e ora operativo, impone di pagare non meno di quanto previsto dai contratti collettivi delle organizzazioni più rappresentative. Un principio giusto”. Il problema, per Confintesa, “è il modo in cui viene verificato: nessun controllo preventivo, solo la firma di chi quel salario deve dimostrare di rispettarlo”.
“E’ come chiedere all’oste se il vino è buono – dice il Segretario Generale di Confintesa, Francesco Prudenzano -. Il salario giusto è legge, e la direzione è quella giusta. Ma se a garantire che un’azienda paga il dovuto è l’azienda stessa, il principio si svuota. E i soldi pubblici escono prima che qualcuno abbia controllato”.
La proposta di Confintesa è quella di un bollino pubblico, rilasciato prima da un soggetto indipendente, che certifichi che il contratto applicato rispetta davvero i minimi – economici e normativi. E’ la proposta di legge sulla certificazione pubblica dei contratti collettivi, già depositata al CNEL e alla Camera.
“‘Niente soldi pubblici a chi sottopagà è la promessa giusta – conclude Prudenzano -. Ma resta uno slogan finchè a garantirla è una firma dell’impresa. Prima si verifica, poi si paga. Non il contrario”.

– foto ufficio stampa Confintesa –
(ITALPRESS).

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