In Breve
- Qual è stato l'oggetto del traffico illecito scoperto a Brescia?
-
Rifiuti pericolosi mascherati da merci usate e materiali di recupero, destinati al Pakistan.
- Quali azioni hanno intrapreso le autorità bresciane?
-
Due misure cautelari personali, quattordici perquisizioni e il sequestro preventivo di un impianto di trattamento rifiuti.
- Come venivano falsificati i documenti per il traffico illecito?
-
Attraverso il meccanismo del ‘giro-bolla’, che attestava falsamente il trattamento e il transito dei rifiuti in impianti autorizzati.

BRESCIA (ITALPRESS) – Un traffico internazionale di rifiuti pericolosi diretti in Pakistan, mascherati da merci usate e recuperabili grazie a documenti falsi, è stato scoperto dai Carabinieri del Noe.
I militari del Nucleo Operativo Ecologico di Brescia, su delega della Dda della Procura bresciana, stanno eseguendo un’ordinanza del Gip che prevede due misure cautelari personali, quattordici perquisizioni e il sequestro preventivo di un impianto di trattamento rifiuti in provincia di Brescia. Nell’inchiesta sono indagate 16 persone fisiche e 12 società.
L’indagine è nata nel febbraio 2023 al porto di Genova, dove i Carabinieri e l’Agenzia delle Dogane hanno intercettato nove container diretti in Pakistan con tonnellate di compressori per elettrodomestici non bonificati, spacciati per materiale di recupero.
Secondo gli investigatori, la rete utilizzava il meccanismo del “giro-bolla”: i rifiuti figuravano solo sulla carta come transitati e trattati in un impianto autorizzato, mentre in realtà venivano spediti direttamente a destinazione senza alcuna bonifica.
– Foto: Ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).
